Prorogato il questionario antiriciclaggio per i Commercialisti

Il CNDCEC proroga al 30.09.2020 il questionario per le attività di vigilanza e controllo sugli iscritti da parte degli Ordini territoriali. Cosa richiede il questionario.

Con informativa n 75 del 25 giugno 2020 il CNDCEC (Consiglio Nazionale dei Commercialisti e degli Esperti contabili) ha informato i presidenti degli ordini territoriali che, a causa dello stato di emergenza sanitaria tuttora in corso e delle note difficoltà operative con le quali gli iscritti quotidianamente si stanno confrontando, è stato spostato dal 30 giugno al 30 settembre 2020 il termine per la compilazione del questionario per le attività di vigilanza e controllo da parte degli iscritti selezionati a campione.
Il questionario era stato trasmesso agli Ordini territoriali in allegato all’informativa 108/2019 con richiesta di compilazione entro il 31 gennaio 2020, termine poi prorogato più volte prima per consentire il pieno utilizzo della piattaforma informatica messa a disposizione per la sua somministrazione e poi in seguito all’emergenza pandemica tuttora in atto.
La nuova proroga offre l’occasione per ricordare che il CNDCEC ha sottolineato che il questionario, laddove venga utilizzato nel format messo a disposizione, deve essere:
• compilato con autodichiarazione che i dati in esso contenuti sono veri e reali, dagli iscritti all’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili che svolgono l’attività professionale secondo quanto disposto dall’ordinamento     professionale (D.lgs. 139/2005);
• somministrato con frequenza annuale e riguardare la raccolta di dati e di informazioni riferite all’anno solare precedente alla richiesta di compilazione.
Il questionario, che si compone di 19 quesiti, riguarda 4 argomenti:
• Organizzazione dello studio professionale e degli adempimenti antiriciclaggio (6 domande);
• Adeguata verifica della clientela (6 domande);
• Conservazione documentale (4 domande);
• Segnalazione operazioni sospette (3 domande).
Il primo argomento contiene quesiti sulla struttura dello studio, sulla formazione effettuata ai fini antiriciclaggio e sulle eventuali (senza dubbio necessarie) procedure per la gestione degli adempimenti antiriciclaggio.
I quesiti del secondo argomento sono finalizzati a conoscere, molto sinteticamente, se il professionista assolve gli adempimenti in tema di adeguata verifica della clientela.
Il terzo argomento contiene quesiti volti conoscere se il sistema e le modalità di conservazione adottate dal professionista rispecchiano sostanzialmente gli obblighi previsti dagli artt. 31 e 32 del D.lgs. 231/07.
I quesiti dell’ultimo argomento intendono rilevare se il professionista ha mai effettuato segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio e finanziamento del terrorismo e, in caso positivo, se ha evitato di dare comunicazione al cliente interessato o a terzi dell’avvenuta segnalazione e come ha trasmesso la segnalazione.
E’ appena il caso di ricordare che l’adempimento degli obblighi antiriciclaggio per i commercialisti e per gli esperti contabili non si esaurisce negli aspetti contenuti nel questionario predisposto dal Consiglio Nazionale, ma richiede l’adozione di procedure formalizzate che dettaglino puntualmente le modalità per essere realmente conformi agli adempimenti previsti: in sostanza le regole che il professionista si è dato per dimostrare il rispetto delle disposizioni di settore.

Alfredo Sanfelice – Consulente privacy e antiriciclaggio, DPO

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